Un buffo ometto di fronte, con un cappello abassato sugli occhi. Due ragazzine molto ye-ye al suo fianco. Un gesto timido, la mano ad azionare l'interruttore del grosso e dinoccolato sequencer. Pochi secondi nel live set della Casa Azul ed è Superguay. Ho la pancia annodata e non so se riuscirò a trattenere le lacrime ancora per molto. Salto perchè non posso farne a meno. Canto perchè so le parole e se non le so almeno so come suonano. Le canzoni scorrono velocissime, una più bella dell'altra. Tutti saltano, tutti cantano. Quiero Parar, Galletas in versione supercommovente voce e piano. Shubidubiyeye. La febbre cresce e il momento si avvicina con impressionate velocità, inesorabile. Via Lattea fa sapere che siamo arrivati alle ultime due canzoni. Strano incipit ma le prime parole non lasciano dubbi: Chicle Cosmos brilla luminosa più che mai. Stefano (e chiunque attorno a lui) sono ormai fuori controllo. Còlaz è disperso. Gli sguardi sono persi nel vuoto. Nell'aria un senso di perfetta e purissima gioia. Il suono del synth è inequivocabile. A mente fredda sembra ovvio ma lì per lì è come una liberazione. Cerca De Shibuya esplode fragorosa. Stefano salta, Stefano si agita come un ossesso, Stefano piange, Stefano canta. Sensaciones Pop. Per un istante la felicità sembra tanto una piccola casa blu. Dalle parti di Shibuya, a circa un ora di treno da Valencia.....
Fammi vedere!