Domenica 20 febbraio, 0055. Il sabato notte è silenzioso, caldo, assonnato. Indietro di 40 ore. Inizia alle 8 come ogni settimana il mio venerdì. Ma la testa non c'è. Per 19 ore la testa non c'è e il fisico è al limite. Il metabolismo basale consuma come un velocista nei 10 secondi di gara. Per 19 ore. Non faccio altro che scrivere nervosamente. Sul blog, sul messenger. Mail, sms. Il pensiero razionale alza le mani. Una giornata lunghissima. Poco cibo. Niente dalle 14 alle 2. Per 12 ore niente cibo. Alimento la testa più che il corpo con 1 grande tazza di caffè, 5 lattine di birra e una Vodka Redbull. Lascio tracce nei bagni. M. è scatenato. Inarrestabile. Lascia bigliettini, scatta foto, fa girare rarissimi cd singoli 'da autografo'. Indietro di un'ora. Il concerto non è iniziato e ho già scoperto: 1. che ******** è ****; 2. che *********** è in realtà *********. Il tentativo di Club-Spotting mal riuscito ha come unico risultato essere allontanati dal locale. Chiuso. Almeno fino alle 1030 e forse ancora dopo. I Melody Club? A mezzanotte. La I***** A********* tempestivamente informata del programma ulula alla luna: 'No! Il Plastic!'. La I***** C****** stà ancora riflettendo su quanto è ingiusta la vita poichè causa esaurimento subitaneo dei biglietti non potrà vedere i Killers di supporto agli U2. Il che può dar adito a due pensieri entrambi importanti: 1. il mondo è bello perchè è vario; 2. Ma va**anc**o! L'Organizzazione ha tutto sotto controllo. Il pubblico comincia ad affluire nel paese Baggio ma non ne locale. Chiuso fino alle 1030. Continuo a tenere alta la percentuale di alcol nel sangue dosando le preziose lattine che emergono ad una ad una da sotto il sedile. Lascio tracce per strada. Devo andare al bagno. Lascio la prima traccia. Consumo la consumazione. Devo andare al bagno lascio la seconda traccia. M. è ormai in confidenza con chiunque. Gli rammento la storia delle dediche. Blocca il pennellone per un braccio. Questa è per me e questa è per lui. Inarrestabile. 10 minuti ancora. La scaletta è proprio di fronte ai miei occhi. Alzo lo sguardo ed ho il biondino. Le canzoni iniziano e finiscono ed ogni pensiero logico scompare dalla mia testa. Reagisco agli stimoli. Ballo. Suonano bene. Male. Non saprei dirlo. Probabile che sia bene perchè gli stimoli sono positivi. Dedica 1. Dedica 2. Fa 2-1 per noi. La rivalsa non tarda ad arrivare. Le magliette ve le siete finite limort*ccivostri! Restano 2 gialle che starebbero ad un puffo. La mia ragazza ed io non manchiamo di farci pervenire la giornaliera dose di cattiveria. Eppure i propositi sono sempre buoni. A volte non si può contare fino a 10. Non dopo 5 lattine e 1 VR a stomaco vuoto. Non mi rovina l'umore. Sono in una sorta di estasi autoindotta. Lascio tracce. Scarico la tensione ma non l'estasi. Solo che ora mi viene da vomitare! L'estasi resta e sopraggiunge inaspettata (neanche poi troppo) la fame. Anche la piadina è avvolta di magia e brilla un pò. La scaletta corretta l'ha raccolta M. Io mi sono staccato quella scassata. La scaletta corretta riporta informazioni anche riservate. La fanno? Basta chiedere. La risposta è sempre la stessa. You Never Know. Un atteggiamento, se vogliamo, un pò naif. Da stamattina la vita scorre ma la percezione è decisamente ovattata. Le ore di sonno sempre poche. Pranzo pigro, la passeggiata mattutina, niente alcol, le nostre gigantografie 10 metri sopra strade di Stoccolma. Tra il sonno e la veglia. In equilibrio precario con il rischio di lasciarsi andare da un momento all'altro. Ora sono a casa. 132 del sabato notte. Silenzioso, non troppo caldo ora che mi ci sono abituato. Ma di là il riscaldamento è acceso. Continuo a pensare alla mia ragazza e a volte penso che funzionerebbe per davvero. Nel mio cuore è ben custodito il ricordo di 19 ore che sembravano 1000 e di momenti perfetti non perchè qualcuno li abbia giudicati tali. Resta una missione. Scrivilo sui muri, sui banchi, sugli specchi. Scrivilo nei bagni. 'The stars never shine for the wildhearts'.