La Roma è inspiegabilmente sullo 0-1 a Milano e regge bene e la difesa dell'Inter si apre che è un piacere e poi Totti prende la palla e perde la palla e vince un rimpallo e la ritrova e salta un paio di birilli e si accentra ed alza gli occhi e tocca sotto.
Bianco. Torna indietro. Cerri apprende dal suo capo di doversi recare a Milano. Alla fiera, per un interessante meeting. Apprende anche che le sue 4 compagne di viaggio sono, contro ogni calcolo statistico, le 4 stracesse dell'ufficio. Va nel panico, tenta di darsi malato, prega una collega di sostituirlo. Niente da fare. E poi scopre che quello stesso giorno a Milano c'è Inter-Roma. Un film già visto. Una corsa al massacro. Ma Cerri a questo è abituato e non se ne stancherà mai. Quindi mi chiama e prenota una notte nel mio B+B, compra due biglietti per la partita e mi promette momenti memorabili. Ottimo. Non fosse per la partita.
Vivo a Milano da 5 anni e da che sono qui non ricordo che la Roma abbia mai preso neanche un punto a San Siro.
Cerri arriva nella città grigia attorno alle 8 di sera. Poco prima delle 9 suona il citofono. Il programma per la serata è memorabile: cena con Masu! In una scoppiettante uscita a 4, doppia ex-coppia, ci avviamo all'Orecchia d'Oro, ristoratore top di Brera e cult del momento. Le ore che seguono non deludono le aspettative. Eleonora simula indifferenza all'annuncio del matrimonio ma in realtà è sconvolta. Cova è sconvolta e non fa nulla per dissimularlo. Seguono discorsi senza capo ne coda, momento retrocheap alla 'Culla del cocktail', giri per Milano. Evangelizzo Masu regalandole un cd masterizzato delLa Malavita. Dimentico a casa la macchina fotografica tanto per non immortalare il momento.
Giorno 2. Affinatissimi studi di ottimizzazione ci portano al botteghino a ritirare i biglietti ben 17 minuti prima della chiusura. Il calcolo delle distanze va a pallino e facciamo 6-8 chilometri a piedi. Però la macchina targata Roma è in zona tranquilla e resta integra. 17 minuti dopo siamo già seduti ai nostri posti e manca ancora mezzora all'inizio partita. 17 minuti è un tempo discretamente lungo. Gaia ci aspetta per la cena e due ore sembrano un eternità. Due ore. Marco è intrattabile e non per la fame. L'Inter segna ancora ma non per meriti propri. 17 interminabili minuti e poi il triplice fischio.
Si finirà di nuovo all'Orecchia d'Oro, tenterò di corrompere la signorina a portarmi in giro per N.Y. offrendole la cena.
A riguardo di quelle due ore.
Confidiamo di uscire alla fine del primo tempo sul 4-0. Poi la fascia destra dell'Inter presenta piccoli problemi di organizzazione e Montella la butta dentro.
La Roma è inspiegabilmente sullo 0-1 a Milano e regge bene e la difesa dell'Inter si apre che è un piacere e poi Totti prende la palla e perde la palla e vince un rimpallo e la ritrova e salta un paio di birilli e si accentra ed alza gli occhi e tocca sotto...