Porcaputtana che crisi! Oggi prendo appuntamento per andare in America e dicono che me lo danno a Roma. Che Milano è tutta esaurita. Ma quello è il meno. Che a Roma tutto sommato ci vado volentieri. La signorina, sicuramente una grandissima troia, mi chiede documentazione per 5 minuti che non mi basta un foglio A4 per segnarmela. Per questo il formato letter americano è più lungo. Visto che sono maschio devo compilare un modulo in più. E poi vogliono il certificato di nascita, lo stato di famiglia, l'estratto conto. E soldi. Ovviamente. In Italia fino a prova contraria c'è ancora la libertà, nonostante tutto. Magari lì non più. Quindi non ho più nessuna voglia di andare lì. Anche se ho voglia di andare a Roma a fare la cazzo di intervista. Poi leggo su Rolling Stone (un giornale di merda ma Baustelle disco del mese) un articolo su New York, su un fotografo che ha ritratto il punk, la factory, Debbie Harry. Sulla foto di Debbie Harry che fa una mossa di kickboxing sul tetto fumoso e losco di un palazzo (sicuramente a Brooklyn) all'improvviso penso che New York non può essere così male e che c'è una vita oltre la 5a strada. Che i barili che fumano la notte e le metro deserte e i baracchini dei bagels con il signore che ti attacca la pippa e i seminterrati indie e i negozietti con gli infissi marci che vendono vinili e lo Studio 54 che cazzo voglio vederli. E ora farò i miei giri e poi deciderò. E poi c'è sabato che dovrei andare a Bologna e a Faenza e che ficata rivedo Enver e posso diffondere la FOLLIA al mei e poi il Condomparty non tradisce mai le aspettative e posso mettere i dischi a cazzo e come mi pare e quando mi pare che tanto se pure nessuno balla mica stanno lì per ballare e poi posso disfarmi e vomitare tutta la notte. E però quanto cazzo vorrei stare a Roma perchè io senza i Baustelle in questo momento non ci so stare e poi a Roma i Baustelle e tutto il resto a cui evito di dare un nome che poi do ragione a Bernagozzi. Registrare il concerto, girare i primi piani da sotto il palco e magari anche da sopra e poi un concerto dei Baustelle a Roma ma cosa cazzo c'è da aggiungere. Però no. O non lo so. E allora magari andrò a Faenza il sabato pomeriggio, a Bologna il sabato sera, a Roma la domenica mattina. E stare a Roma 12 ore dopo il concerto è pure piuttosto da stronzi. E' questo che non mi va giù. Se devo andare vado per bene. E vabbè. Essere irrequieto mi rende iperproduttivo quindi vado avanti così. Con poco tempo per pensare e tante scelte da fare! Tiè. Le foto del calcetto...