...avevo dimenticato uno scambio di battute chiave. Tra mille. Che bisognerebbe sbobinarla quella serata. Ma comunque era tipo "Pacifico, ma non è che anche tu sei rimasto sotto al britpop?" "Non sai quanto!"
Quanto bene, quanto male ha fatto. Quanto...
Oggi per qualche ora ho sinceramente creduto che la vita fosse una cosa meravigliosa. La serata di ieri. I corsi e i ricorsi. Le coincidenze e le cose che tornano a posto. E poi tutto quell'amore. Lo sentivo, eh. Anche se poi non mi piace pomiciare. E i coriandoli che venivano da sotto. La birra in lattina da 10 gradi. La piadina e il panino con i crauti fatti con il cuore. Non in serie come nei bar di Milano (o di Roma se è per questo). Tirarsi i soldi addosso. L'erba che per una volta la sento pure. Quei meravigliosi Offlaga Disco Pax. Messia Collini. La miglior Pina Colada del mondo. Persone vere gioiosamente ridotte a simulacri. Era tutto meraviglioso. Dio mi sorrideva dall'alto dei cieli.
Poi la Roma ha pareggiato a Cagliari.
Il chico mas feliz del mondo è il chico con il cd de La Casa Azul.

Oggi sono tornato in ufficio. Per fare delle cose. E insomma cosa trovo sulla scrivania. (...) Il cd della Casa Azul!! (...) Sniff sniff. È qui finalmente. Sniff. E così ora sono a casa e le canzoni fuoriescono dalle potenti casse ed è come se mi stesse parlando la voce di dio. Ma no! È proprio così! È dio e si è appena materializzato dentro la mia stanzetta!! Oh cazzo se li amo.......
"El momento más feliz es quando un martes
Hay Champions
Y Deco se sale
Y aplasta a Mourinho en la semifinal"
Quando nella cassetta della posta ho visto una busta proveniente da pingumerda ho subito pensato che mi fossi dimenticato di pagargli qualche oggetto su e-bay. Un replica watch o quella confezione formato-famiglia di Cialis che mi ha procurato sotto banco qualche mese fa. Invece era una splendida foto di un bel ragazzo con le occhiaie. Ma chi è questo bel ragazzo?!

Questo mi è venuto stamattina, vivendo tra me e me un lungo discorso che avrei fatto a Paola & Chiara sulla loro storia musicale. S'intenda, lungi da me qualsivoglia intenzione di parlare di musica. Io andavo tranquillo al matrimonio. Erano loro a voler parlare di musica. Cose tipo "dai, ci piacerebbe sapere cosa pensi dei nostri dischi..." e roba così. Come dire "possiamo lasciare da parte 'sto discorso del matrimonio? se era no 8 anni fa sarà no anche adesso". E insomma ho pensato che non bisogna guardarsi indietro, mai. Mai mai mai (cit. Iezzi P&C). Ma è lecito guardarsi indietro in un caso. E cioè quando non riesci più a vedere davanti. Quando non vedi proprio più un cazzo. Ora non starò a spiegarvi questo banale concetto degno di un bambino di seconda elementare. Volete sapere se con questo mio pensiero io stia forse sottointendendo che Paola & Chiara da un po' di anni non stanno andando da nessuna parte? Potrebbe anche essere.
Il concetto di stasera è l'arredare. Per la precisione arredare la propria esistenza di altri esseri umani. Monodimensionalizzati. Stante che non è possibile prendere le parti di più esseri umani all'interno di un microcosmo (come può essere il pianeta terra) tranne che se stai giocando a un gioco di ruolo online e gestisci diversi personaggi contemporaneamente (tu al centro di un tavolo toroidale con molteplici postazioni internet e il tuo cervello lobotomizzato in tante parti per funzionare indipendentemente su ogni personaggio). In pratica, in quanto utenti unici della nostra vita e solo della nostra, possiamo utilizzare le altre persone al massimo come figurine. Monodimensionali appunto. Certo, capirli a tutto tondo. Amarli Imparare a prevedere le loro reazioni. Nella nostra testa per ogni relazione che intratteniamo si costruiscono milioni di algoritmi di interazione. Alcuni si dimenticano nel tempo, altri mutano. Ma se li fermiamo nel tempo sono pur sempre degli algoritmi. La tridimensionalità delle persone si riduce a rapporti regolati da algoritmi di interazione. Tornando con i piedi per terra. La "a. del trisex" che popola la mia esistenza è diversa dalla "a. del trisex" che popola la tua ed è ovviamente diversa dall'autentica "a. del trisex". In particolare esiste anche un'asincronicità (esisterà 'sta parola) tra l'immagine-cartone-da-negozio di una persona nelle vite degli altri e la sua vita. Infatti una persona reale esiste sempre. Ma il suo ritaglio di cartone nella mia vita esiste e si aggiorna in tempo reale sono quando io questa persona ce l'ho di fronte. Quando non ce l'ho di fronte il cartonato vive indipendentemente nella mia testa e prende la direzione che gli voglio fare prendere io (consciamente o inconsciamente). La cosa importante è che siamo soli. Molto soli. Per forza di cose. Perché possiamo sentire solo con i nostri sensi e pensare solo con le nostre teste. Cosa voglio dire? Che dobbiamo lasciar libere le altre persone. Perché, qualsiasi cosa succeda, noi abbiamo i nostri cartoni sagomati e tanto basta. Amiamo dei cartoni sagomati. Facciamo sesso con dei cartoni sagomati.
E poi: "Per ogni vittoria c'è una sconfitta".
È la devastazioneeee-eeh. Tipo che sono pervaso di quel malessere che posso solo definire 'classico'. Tipo lo sconvolgimento dell'apparato assumitore e fortunatamente senza mal di testa. Ho un gran voglia di carboidrati tampone. Anche se in questo momento non credo di essere ancora pronto per assumere ancora. Le preziose pasticche non hanno controindicazioni. Ma perché sono qui. I belong to Vegas. Ah però che bella festa. E che piacere dormire di nuovo. Tipo ingombro nel letto di qualcun altro poi...
La fiction può essere una droga potente quanto l'emmediemmea. L'iCoso+MobileScrobbler=The Ultimate Life. Lo so che ci sono appena stato a Parigi ma a settembre c'è il tour di Alizée (è troppo due volte in un anno?)