Vivo da quattro giorni in un altro mondo. Mi sento così distante che l'unico contatto con la mia vita precedente mi sembra essere internet. Che è molto visione dei futuro. Roba da film di fantascienza ed evidentemente non troppo fantascienza. Il distacco graduale dalla realtà, iniziato forse quando ho cominciato a vivere da solo e a pensare agli altri come elementi accessori e non essenziali della mia vita, qui raggiunge estremi impensati. E senza l'ausilio di nessuna droga. Se non di un libro. Un libro che sta animando le mie notti regalandomi paura del buio, presenze invisibili e una percezione delle cose totalmente illuminata. Quasi che forse potrei cominciare a dare una struttura al mio pensiero. Certo, in questo mondo succedono anche cose come capitare in un locale e trovarsi di fronte i Sigue Sigue Sputnik (non i veri-falsi Sputnik, quelli del bolso chitarrista, Neal X, ma i falsi-veri Sputnik, quelli del cantante superfico, Martin Degville) in una serata che può essere catalogata solo come 'perfetta'. E una serata comunque che rientra nei miei canoni di perfezione classici. Il che mi fa pensare che non io sto cambiando. Solo il modo di interpretare la realtà sta cambiando. È un po' come stare in vacanza con la prospettiva che possa durare più di una vacanza. Le prossime settimane 'temo' saranno altrettanto illuminanti. 5 giorni con Bernagozzi? Il ritorno in grande stile al Salone del Mobile? Andare a correre nei parchi? Guardare film nell'area audiovisivi dell'open space di 320 mq di C***** R********? E tutto questo essere a contatto con S***********. Gli asterischi sono un gioco eh. Non voglio davvero censurare niente. Anzi forse è gusto censurare C***** R********, giusto perché lei ancora non sa che faremo dei party selvaggi in casa sua mentre lei non c'è! Come sempre c'è una sola situazione che mi turba. Una sola persona. Con cui non riesco più ad essere allineato. Con la quale so stare bene ma sempre su piani differenti. Con la quale devo sempre trattenermi. Non che non lo faccia naturalmente con chiunque, eh. Poi mi hanno detto che per le ansie da costruttività si può andare in terapia. Che la terapia aiuta. Questa mia amica ci lavora da anni sulle ansie da costruttività. Però lei fa terapia qui in Germania. E le viene gratis con l'assistenza sanitaria. A me costerebbe un casino a meno di imparare il tedesco. A fare terapia in tedesco, chissà cosa ne esce fuori. Non vorrei che il mio terapista uscisse dalle nostre sedute più illuminato di me...